Ferrandina

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Ferrandina domina la vallata del fiume Basento. L’abitato è caratterizzato dalla presenza di casette bianche dalle facciate strette, l’una di fianco all’altra, collegate tra loro da casaleni (scale) che disegnano il profilo dell’abitato in cui si alternano edifici patrizi decorati da portali e stemmi e chiese di particolare fascino. Questa originale conformazione architettonica rende davvero caratteristico il borgo di Ferrandina, che ha dato i natali all’archeologo e medico Domenico Ridola, nell’800 pioniere delle ricerche paleontologiche in Basilicata, al quale è dedicato il Museo Archeologico Nazionale di Matera. In origine era “Troilia”, in ricordo della città dell’Asia Minore, Troia, mentre la sua acropoli-fortezza “Obelanon”, Uggiano, come ricorda il nome del suo castello. L’attuale nome “Ferrandina” deriva da Federico d’Aragona, in onore suo e di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino). Tra i momenti storici rilevanti che hanno interessato la città occorre ricordare la sua partecipazione ai moti del 1820-21 e del 1860, mentre nel 1862 Ferrandina è stata teatro delle azioni dei briganti guidati da Carmine Crocco. Nel settembre del 1943 Ferrandina insorse contro i gerarchi fascisti.